IL SESSANTOTTO TRA L'UTOPIA E IL NULLA
Relatori:
Piero A. Vassallo, filoso e storico della filosofia
Marco Iacona,
Pucci Cipriani, storici
Relatori:
Piero A. Vassallo, filoso e storico della filosofia
IN ITALIA SI LAVORA !
Settimana densa di avvenimenti. Qui in Italia tutto bene, soprattutto a Milano, dove un uomo ha dimostrato che con la decisione e l'abilità si possono ottenere eccellenti risultati. Ci riferiamo all'ignoto e abilissimo finto lavavetri che in pochi minuti, in pieno giorno, è riuscito a smontare la vetrina di una gioielleria di via Montenapoleone, spostare con le ventose il lastrone di vetro, spazzolare i preziosi esposti e andarsene indisturbato. D'accordo, moralmente e giuridicamente è un ladro, anzi un ladrone, se facciamo le proporzioni col valore del bottino. Ma chi non ha provato un attimo di ammirazione, alzi la mano. E poi si dice che in Italia non si lavora a sufficienza! Un'altra voce maligna molto diffusa è che anche i parlamentari non lavorino a sufficienza, che l'assenteismo tra gli onorevoli sia fin troppo diffuso. Ma anche questo è un pregiudizio. Infatti dall'inizio della legislatura (quindi in poco più di cinque mesi) sul governo sono piovute 92 mozioni, 218 interpellanze e 2307 interrogazioni. Come vedete, si lavora. E non si dica che i nostri parlamentari non hanno a cuore i problemi più urgenti, la soluzione delle angosce che attanagliano il popolo italiano. Leggiamo infatti che al ministro degli Esteri è stato chiesto di attivarsi con urgenza per sapere se davvero il governo americano ha bloccato le importazioni del Brunello di Montalcino. I generi alimentari preoccupano non poco i nostri onorevoli, che interpellano il governo anche per sapere cosa si stia facendo per la filiera del tonno rosso, per la crisi del Prosciutto di San Daniele, per il miele, visto che lo fanno le api e che si registrano “numerosissimi fenomeni di apicidio”. Quest'ultima interrogazione, lo ammetto, lascia qualche perplessità. C'è un killer che odia le api? Giriamo il quesito ai Ros e alla Digos. Ma anche la salute pubblica rientra tra le preoccupazioni dei nostri rappresentati: infatti il governo viene richiamato alle sue responsabilità: cosa sta facendo contro l'eccessivo numero di meduse che infestano i mari? Un problema senza dubbio scottante. E cosa fa per contrastare la diffusione della ambrosia artemiisifolia (si chiama così, lo giuro), che libera polline che fa starnutire un sacco di gente? Ma il governo è messo davvero alle strette da un'interrogazione su un evento di portata nazionale: un automobilista milanese, alla guida di una Smart, si è visto appioppare una multa perché la targa anteriore è coerente con quella riportata dal libretto di circolazione, mentre la posteriore in luogo di una “G” porta una “C”. Ebbene, chiede l'interrogante, come intende intervenire il ministro dei Trasporti per accertare le responsabilità?
E SI PUO' ANCHE CAMBIARE. LO DICE IL WALTER
Insomma, in un Paese scosso e travagliato, c'è chi si preoccupa seriamente per noi. E una speranza deve venirci anche da Roma, dove, ci avvisa il Walter, è possibile cambiare. Cosa si debba cambiare di preciso, è un pochetto da chiarire, anche perché finora la sinistra ha contestato ogni progetto di riforma. Ma il Walter ha detto che il PD è per l'innovazione e non la conservazione. È un'affermazione basilare, perché contiene due concetti fondamentali. Anzitutto che il PD esiste, e questo è già qualcosa, visto che una voce autorevole della sinistra, Massimo Cacciari, ha affermato che il PD più che un partito è un'ipotesi. E il secondo concetto fondamentale, e soprattutto nuovo, è il fatto di essere per l'innovazione e non per la conservazione. Il Walter è un uomo di parola e infatti ha da subito applicato l'innovazione, innovando la matematica, sicché è riuscito a contare oltre 2,5 milioni di manifestanti a Roma, laddove la Questura afferma che erano circa duecentomila. Una differenza da nulla, che non può certo preoccupare un vero leader, un uomo tutto d'un pezzo come Veltroni. Basta vedere la sua posizione netta, indiscutibile, su Di Pietro. “Con Di Pietro l'alleanza è finita”. Insomma, bisogna restare divisi “però anche uniti” per fare opposizione. E la manifestazione di Roma è stata l'occasione per unire tutta l'opposizione, ma a questo punto è da chiarire se si tratta di opposizione al governo, o di opposizione alle opposizioni interne al PD, che si oppongono al segretario e fanno opposizione tra di loro. È un casino, ma ne usciremo. Del resto la manifestazione di Roma è stata “semplice, solare e bella”. Il tutto è di una tenerezza infinita, e di tenerezza c'è bisogno, perché, come ci avverte sempre il Walter, “Dalla crisi si esce o con il New Deal o con il nazismo”. Ora, poiché il New Deal, essendo ormai il Walter quasi americano, è chiaro che può farlo solo lui, il nazismo è quello di Berlusconi. E bisogna dire che si stanno facendo dei bei passi avanti sulla strada della collaborazione governo-opposizione, perché prima Berlusconi era accusato solo di fascismo, ora siamo già al nazismo. Un pool di esperti del PD è allo studio per verificare eventuali responsabilità di Berlusconi nello scoppio della guerra civile americana e nell'eruzione del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei. Voci di corridoio dicono invece che la vendita dei vecchi porcellini di terracotta sia in straordinaria ascesa, perché anche la sola ipotesi di un New Deal guidato da un Veltroni ha provocato una corsa al ritiro dei soldi dalle banche. Ma si tratta, dicevamo, solo di maliziose voci di corridoio.
GIA', MA RESTA UN QUESITO: A CHE SERVE IL PD ?
Intanto è un dato di fatto che la manifestazione a Roma si è fatta, e il Walter ci teneva tanto. Adesso con una dozzina di congressi locali e un congresso nazionale si dovrebbe anche arrivare a determinare la proposta politica del PD. È la tanto attesa “Conferenza programmatica”. E anche in questo il Walter è stato innovativo: prima si fa la manifestazione, poi si decide la linea politica. Resta una preoccupazione: poiché sarebbe corretto informare i manifestanti di Roma per che cavolo, in definitiva, hanno manifestato, quante lettere il PD dovrà spedire: duecentomila o due milioni e mezzo? Pare che opterà per manifesti murali, nel dubbio.
Non hanno dubbi invece i numerosi vip della sinistra che, tuonando contro i progetti berlusconiani di tritamento della scuola pubblica a favore della scuola privata e solidarizzando con gli studenti scioperaioli, mandano però intanto i loro pargoli nelle migliori scuole private dove, si sa, non si sciopera o okkupa, ma si studia e si mantiene la disciplina.
INTANTO, E' NATA LA POLITICA CREATIVA
Da Rutelli alla Melandri, dalla Finocchiaro a Santoro, è tutto un concerto di splendente coerenza, con la scelta dei migliori istituti privati. Insomma, la rivoluzione la fa papà (o mamma), che col mucchio di soldi che guadagna può farla tranquillamente, tu va a scuola, taci e studia, sennò papà (o mamma) fanno la repressione. Nanni Moretti addirittura, tra un girotondo e l'altro, ha trovato il tempo di iscrivere i figli alla scuola americana Ambritt, dove già studiano i pargoli di Adinolfi.
Solo un maligno – o un fascista, ovviamente – potrebbe dire che questi santoni predicano bene e razzolano male. La verità è che loro, come il Walter, hanno inventato la politica creativa, e quindi può capitare che la realtà sia sbagliata rispetto a loro. Infatti uno dei principali cardini della politica creativa e che la realtà non esiste, o meglio, se esiste non deve troppo rompere le scatole. È il caso dei famosi protocolli di Kyoto, che hanno impegnato i Paesi sottoscrittori a strepitose spese per limitare le emissioni di anidride carbonica, nonché altre catastrofi, dalla terra che ribolle a quella che congela. Il Berlusconi ha detto “alt”, qui c'è da spendere un fracasso di soldi senza alcuna certezza di cosa accadrà, ergo non spendiamo a vanvera e pensiamoci su un attimo. Giustamente i fautori della politica creativa si sono risentiti: ma come, c'è un atto di fede già pronto e tu lo vuoi rimettere in discussione? Vergogna, repressione, fascismo strisciante, insulto alla natura, eccetera.
IL PROF. ZICHICHI? PROBABILMENTE NON ESISTE
Poi è intervenuto il prof. Antonino Zichichi, che fa lo scienziato e non il politico, né creativo, né terra terra. Con un articolo un po' complicato, che ammetto di aver dovuto rileggere un paio di volte, il prof. Zichichi ci spiega che quello che sappiamo effettivamente in materia di proprietà dell'atmosfera e di variazioni climatologiche è ben poco e che comunque le attività umane incidono per meno del 10% sulle variazioni climatologiche. Basti pensare che la Groenlandia, attualmente una distesa di ghiaccio, era un tempo una “terra verde”. E la piccola glaciazione a metà del XVIII secolo? Tutti fenomeni accaduti quando l'attività industriale era pressoché inesistente. E quindi sarebbe un po' da cretini spendere ora somme favolose per realizzare progetti che non si sa assolutamente a che diavolo servano, se non a seguire le orme di un catastrofismo che non ha alcuna dimostrazione scientifica.
Questo fine settimana non ho redatto il consueto "GIRO DELLA SETTIMANA" perchè desidero richiamare l'attenzione degli amici che seguono questo blog sulla sorte di ELUANA ENGLARO. Il giorno 11 novembre la Cassazione discuterà in via definitiva il caso; nel frattempo la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere sul conflitto di attribuzioni sollevato da Camera e Senato. In conseguenza, se la Cassazione confermasse l'ordinanza della Corte d'Appello di Milano, Eluana Englaro potrebbe essere uccisa, nel modo più crudele, privandola dell'alimentazione e quindi condannandola a una lunga straziante agonia.
Di fronte a questa follia omicida non si può restare inerti, nascondendosi dietro il dito del legittimismo. In Italia la pena di morte non esiste, e tanto meno, anche se esistesse, si potrebbe applicare a un'innocente, bisognosa solo delle attenzioni costanti e amorevoli che già riceve dalle suore presso cui vive da anni.
Sul forum di Storia Libera dedicato a "ideologia" - "ideologia ed eutanasia" abbiamo ripreso l'argomento, con una lettera, già inviata e anche pubblicata, al Presidente Berlusconi, invitandolo a porre in essere un intervento legislativo urgente.
Vi riporto qui di seguito l'inserto del forum di Storia Libera
inizia:
ELUANA ENGLARO
A difesa della vita di ELUANA ENGLARO abbiamo fatto nostro il progetto legislativo elaborato dai carissimi e valorosi amici, gli avvocati Carlo Cigolini e Luigi Torre. Nella convinzione che solo un INTERVENTO POLITICO possa sbarrare la strada a quanti desiderano uccidere Eluana Englaro, ho inviato la lettera, che sotto riporto, al Presidente del Consiglio, on. SILVIO BERLUSCONI.
Chiunque può scrivere al proprio deputato (gli indirizzi mail si trovano su http://www.camera.it/deputatism/245/documentoxml.asp ) e allo stesso Presidente del Consiglio. Consiglierei di riprendere il testo, da trasmettere come "allegato" e dichiarare che lo si sottoscrive. Ricordiamoci che DOBBIAMO FARE MOLTO CHIASSO. La Verità va gridata sui tetti, e la gravità del caso non consente mal riposte discrezioni. Lo stesso testo sarà da me inviato anche ad un ampio indirizzario, che non comprende non solo politici, ma persone del mondo della cultura, dell'arte, delle forze armate, della scuola, dell'informazione. Invito tutti a fare la stessa cosa. Ho informato, e informerò, le principali testate della nostra inziativa. Speriamo che almeno qualche giornale ci dia ascolto!
Eccovi dunque il testo della mail indirizzata al nostro Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi. E consentitemi di ricordare che, insieme a queste nostre iniziative, non dobbiamo scordarci di PREGARE ogni giorno, non solo per la vita di ELUANA ENGLARO, ma anche perchè il nostro Paese non cada nella barbarie e ritrovi la sua anima cristiana. A tutti un sentito rigraziamento per l'attenzione.
All'illustrissimo Signore
Presidente del Consiglio
ON. SILVIO BERLUSCONI
per posta elettronica
Signor Presidente,
confidando nella Sua sensibilità, da Lei più volte espressa e dimostrata, nei confronti della sacralità della vita, “in ogni suo aspetto e in ogni suo momento”, mi rivolgo alla Sua cortese attenzione per richiamare la drammatica situazione in cui si trova la signora ELUANA ENGLARO. Con discutibilissima e sconcertante decisione della magistratura fu a suo tempo autorizzata la sospensione dell'alimentazione e idratazione, necessarie per tenere in vita la signora ELUANA ENGLARO. La predetta signora non è, come noto, affetta da alcuna patologia, né si può individuare alcun “accanimento terapeutico” nel suo caso. Sospendendo l'alimentazione si condannerebbe la signora ELUANA ENGLARO a una morte atroce, per fame e sete.
Purtroppo la Corte Costituzionale, investita da Camera e Senato del problema di conflitto di attribuzioni, ha deciso di non decidere, sicché potremmo arrivare alla situazione assurda e disumana della magistratura che pronuncia una sentenza che è, nei fatti, una CONDANNA A MORTE, senza alcuna legge che supporti questa decisione.
Sul sito di Storia Libera ( http://www.storialibera.it ) e sui forum ad esso collegati abbiamo già rivolto appelli affinché non si compia questa barbarie. L'Italia, Paese di grande civiltà, può forse consentire che, in base a una decisione moralmente inaccettabile e giuridicamente assurda, sia tolta la vita a una innocente? Le suore che da anni si prendono amorevolmente cura di ELUANA ENGLARO hanno più volte ribadito il loro desiderio di continuare nel loro caritatevole impegno, hanno supplicato di non commettere un crimine che non troverebbe alcuna giustificazione.
Solo il potere politico, che agisce su mandato del popolo sovrano, può a questo punto salvare la vita di ELUANA ENGLARO.
Due valorosi amici di Storia Libera, gli avvocati Carlo Cigolini e Luigi Torre, di Genova, hanno elaborato una ipotesi di testo legislativo che potrebbe essere efficace per difendere la vita di ELUANA ENGLARO e di quanti altri, nella sua stessa condizione, si troverebbero in grave pericolo per la loro vita, qualora passasse una “linea” di comportamento che autorizza la magistratura a decidere quando e come togliere la vita a una persona. Mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione il testo elaborato dai suddetti giuristi:
Articolo Unico
1.Salvo contraria disposizione di legge che deroghi espressamente alla presente norma, l'autorità giudiziaria, di qualunque sede, grado e competenza, non ha in alcun caso il potere di autorizzare chicchessia a causare, direttamente od indirettamente, con comportamento attivo od omissivo, la morte di una persona.
2. Ogni provvedimento emesso in violazione del comma 1, ancorché in data precedente all'entrata in vigore della presente legge, è nullo e privo di efficacia scriminante della condotta penalmente rilevante di chi vi avesse dato esecuzione o in qualunque modo vi avesse concorso.
Inoltre gli avvocati Cigolini e Torre aggiungevano questa considerazione:
“in un caso come questo in cui ci sono sia la gravità (per la materia, vita o morte) sia l'urgenza (per l'irreversibilità degli effetti di una eventuale esecuzione), ben potrebbe il governo introdurre tale norma con decreto legge nel rispetto dei requisiti posti dall'art. 77 della costituzione.”
Signor Presidente, sulle Sue spalle gravano in questi momenti travagliati tanti problemi, ma siamo sicuri che Lei non resterà insensibile a questo nostro appello A DIFESA DELLA VITA, A DIFESA DELLA CIVILTA'.
Confidando in Lei, La ringraziamo per l'attenzione e La preghiamo di gradire i nostri sinceri saluti e auguri di buon lavoro, per quanto già sta facendo e ancora farà per il bene della nostra amata Italia.
Paolo Deotto
IN INGHILTERRA SI LOTTA CONTRO LE IRRITAZIONI
Settimana densa di avvenimenti. Qui in Italia tutto bene, e meglio ancora in Inghilterra, dove qualche mente illuminata ha proposto che nei testi scolastici sia tolto ogni accenno all'Olocausto, già, proprio quella bazzecola con cui l'omino coi baffi del Terzo Reich fece fuori qualche milione di ebrei. Perché questa proposta? Per non “irritare” i molti islamici che ormai vivono nella terra d'Albione e che all'Olocausto non ci credono proprio. In effetti potrebbero seccarsi e si sa che quando si seccano, hanno il brutto vizio di seccare gli altri, nel senso di farli secchi. Poi, in fondo, vanno capiti. Uno dei loro più significativi rappresentanti, quel presidente iraniano dal cognome complicato, va ripetendo da tempo che vuol fare fuori tutti gli ebrei, e quindi rischierebbero di nascere anche problemi di diritti d'autore su olocausti vecchi e nuovi. Comunque la notizia dell'iniziativa inglese è importante e ha già seriamente preoccupato i produttori di elastici per slip e di cinture per pantaloni, che prevedono un calo tremendo dei loro affari, divenendo la loro merce del tutto inutile.
MA FINI E VELTRONI COME STANNO?
Non è ben chiaro cosa ne pensi Gianfranco Fini, presidente della Camera, che però è convinto che in Italia ci sia una pericolosa ondata di razzismo, sicché ha proposto l'istituzione di un “osservatorio”. Ora, un osservatorio per definizione serve per osservare, quindi attendiamo che qualcun altro proponga l'istituzione di un “laboratorio” che, lo dice la parola stessa, serve per lavorare, ossia per combinare qualcosa. Sarebbe poi bello se, prima di tutto ciò, qualcuno proponesse anche l'istituzione di un “pensatoio”, per pensare prima di parlare. Ma non ci speriamo molto. Più che altro ci preoccupa un po' il buon Fini che probabilmente, dopo matura riflessione, è arrivato alla conclusione che con la nomina a Presidente della Camera qualcuno abbia voluto levarselo – politicamente – dai piedi, e quindi sta manifestando sempre più una sindrome ansioso – identitaria in tutto simile a quella che affligge il buon Veltroni, che ormai costituisce per l'Associazione Italiana di Psichiatria una garanzia perenne contro la disoccupazione dei propri associati. Infatti neanche questa settimana il buon Walter ha voluto scegliere il silenzio, e si è prodotto in un paio di performance notevoli. Anzitutto, dopo che Bossi, in una delle sue solite “sparate” spontanee, aveva detto “Berlusconi sarà il prossimo presidente della Repubblica e noi lo voteremo”, il Veltroni ha stabilito tout court che Berlusconi non può fare il Presidente della Repubblica, perché uno come lui non può rappresentare tutti gli italiani. Il che, detto da un Veltroni, suona un po' come un inno alla verginità cantato dalla signora Staller (Ilona). Tra l'altro, in tutte queste considerazioni forse non è venuto in mente a nessuno che il buon signor Napolitano, da buon napoletano, avrà fatto gli scongiuri, perché il suo mandato scadrà solo tra cinque anni, e quindi forse è un tantinello prematuro (e scortese) mettersi a discuterne adesso. Ma tant'è; non pago di ciò, il buon Walter ci ha ancora informato che non solo stiamo scivolando verso involuzioni totalitarie, ma che il governo Berlusconi non è legittimato a governare, perché in verità gli manca l'appoggio dell'elettorato, come si sarebbe potuto facilmente verificare con una riconta delle schede elettorali. Circa quest'ultima affermazione, rimandiamo alla benemerita associazione medica che già citavamo sopra.
MENO MALE CHE C'E' BERTINOTTI...
Chi invece ha le idee un po' più chiare è il buon Bertinotti, che in un'intervista a Bruno Vespa ha dichiarato di aver capito che ormai la parola comunismo è impronunciabile, e che il voto al governo Prodi è stato un disastro. Non sappiamo se l'ex subcomandante Fausto, dopo un tale sforzo, abbia avuto bisogno di un adeguato periodo di riposo, ma ci conforta vedere che non manca mai chi, seppur a scoppio ritardato, è almeno in grado di riconoscere i dati di fatto. Invece c'è chi non vuole riconoscere nulla, e si incavola da matti. Parliamo dell'ANPI, che ha dichiarato tutto il suo profondo e antifascista disgusto per il film “Miracolo a Sant'Anna”, del regista americano Spike Lee. Pare che lo scellerato nel suo film faccia vedere partigiani che non sempre spargono rose e viole sulle popolazioni, intessendo danze e porgendo chicche ai bimbi, mentre intonano “Bella ciao”. No, il cattivo americano, che fino a ier l'altro era buono perché “liberal” (o, mutevolezza delle umane fortune!) è arrivato al punto di dire che alle volte le popolazioni civili ne avevano fin sopra le scatole di partigiani che facevano casino e poi tagliavano la corda, lasciandoli in balia delle rappresaglie tedesche. Grande indignazione quindi dell'ANPI, i cui maggiori dirigenti, usciti prontamente dai sarcofaghi, hanno dichiarato che ora e sempre lotteranno contro il fascismo. L'intervento di alcune unità di Pronto soccorso del Geriatrico e del Centro conservazione Reperti Archeologici ha riportato la calma.
E IL G4 CHE VIGILA
OMAGGIO a PIO XII
“ Il Congresso dei delegati delle Comunità Israelitiche Italiane, tenutosi in Roma per la prima volta dopo la Liberazione, sente imperioso il dovere di rivolgere reverente omaggio alla Santità Vostra ( Pio XII ), ed esprimere il più profondo senso di gratitudine che anima gli ebrei tutti, per le prove di umana fratellanza loro fornite dalla Chiesa durante gli anni delle persecuzioni... Gli ebrei ricorderanno perpetuamente quanto, nel tremendo periodo trascorso, per disposizione dei Pontefici, la Chiesa ha fatto per loro” ( Mozione approvata nel III Congresso delle Comunità Israelitiche Italiane tenutosi a Roma nel 1946 )
GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2008 - ORE 11,30 ROMA
BASILICA VATICANA CAPPELLA PAPALE IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DEL TRANSITO DEL SERVO DI DIO PAPA PIO XII
www.comitatopapapacelli.org
“GM” - Genova AVVISO SACRO
TORNA, IN GRAN FORMA, FAMIGLIA CRISTIANA
Settimana densa di avvenimenti. Qui in Italia tutto bene, compresa Famiglia Cristiana, che ci aveva lasciato un po' preoccupati, perché in tutto un numero non aveva parlato mai male del governo. Grazie al cielo possiamo smentire le notizie di malattie o infortuni occorsi a Beppe Del Colle o a don Sciortino. I due stavano solo riprendendo fiato, e infatti sul numero 39 danno di nuovo il meglio di loro stessi. Beppe Del Colle fa un'acuta analisi dei motivi per cui è fallita la trattativa per Alitalia, e li pubblica a trattativa conclusa, stavincendo così il premio “Gran Cioccolataio”, che non era ancora stato assegnato per il 2008. Ben più profondi sono invece i temi trattati nell'editoriale non firmato e quindi, si suppone, di sciortiniana fattura. Qui veniamo infatti, per l'ennesima volta, messi sull'avviso: in Italia la democrazia vacilla, il pericolo della dittatura è alle porte! Urca! Ci stiamo avviando sulla strada della Russia di Putin e del Venezuela di Chavez (almeno così ci dice il fantascientifico settimanale). Una dimostrazione? Ma è lapalissiano! Il Capo del governo, B.B. (Belzebù Berlusconi) “non riconosce il ruolo dell'opposizione”. E' infatti così carogna da aver definito il Veltroni, leader del PD (quel partito per cui è aperto un grande concorso, con ricchi premi, per capire che diavolo sia e a cosa serva) “inesistente”. E poi il carogna ha anche il “controllo dei media”. Infatti anche un bimbo se legge i due principali quotidiani nazionali, Repubblica e Corriere, si rende conto che grondano rivoltante servilismo verso il despota di Arcore. Quanto al fatto che Berlusconi ha definito Veltroni come “inesistente”, beh, una tiratina d'orecchi se la merita. Infatti il Veltroni esiste, alle volte emette anche dei fonemi modulati. Il vero problema del Veltroni non è l'esistere o meno ma, l'abbiamo detto più volte, capire dove sia il partito di cui è segretario e, una volta individuato il partito, capire cosa sia di preciso. Veltroni merita tutta la nostra solidarietà perché è un caso umano più unico che raro. È infatti così grande la sua angoscia che di recente si deve essere dato all'alcol. Infatti ha proclamato che la vertenza di Alitalia si è chiusa per merito suo. Ma la bevuta deve essere stata collettiva, roba da far scoppiare un etilometro. Infatti anche Epifani ha detto che il merito è suo, e lo ha detto anche quel signore, il comandante Berti, presidente dell'Anpac, un'associazione di poveracci sottopagati.
IL DRAMMA DEI DIPENDENTI ALITALIA
Tutti contenti, insomma, anche se forse la gente, che, come ci avverte Scalfari, è del tutto rinscemita (come è dimostrato dal fatto che ha portato al governo Berlusconi), non ha compreso fino in fondo l'intimo dramma vissuto dai dipendenti Alitalia. Un esempio? Presto fatto! Una hostess, una di quelle graziose signore che assicurano conforto ai passeggeri, vive una situazione di quasi – schiavismo, con paghe non solo da fame, ma anche da sete. Essa infatti percepisce circa euro 2.500 al mese, con un ritmo lavorativo folle, fino a 94 ore mensili! Ora la sanguinaria cordata di imprenditori pretende che le ore lavorative in un mese arrivino a 100 (sì, cento!), a parità di paga. Quante hostess moriranno di stenti nelle oscure stanzette che occupano in malsani solai, inumiditi dalle lacrime disperate di bimbi ridotti alla fame, non è dato sapere. Infatti Berlusconi, come ci avvisa Don Sciortino, ha il monopolio dei media!
In questo bailamme, chi dimostra veramente di essere dalla parte dei lavoratori è l'eurodeputato Marco Rizzo, che accusa Epifani di aver “calato le braghe” con Colaninno. Il gentleman ultra sinistro ci spiega infatti che se la CGIL rinuncia al conflitto di classe non ha più ragione di esistere, e che il PCI era con i lavoratori, mentre il PD sta coi padroni. In fondo, non ha tutti i torti. Se infatti la CGIL manteneva la linea del “no”, riusciva a mandare a casa ventimila lavoratori, e a questo punto ci sarebbe stato molto più tempo per stare con loro, visto che non avrebbero avuto un tubo da fare.
MA EPIFANI TIENE DURO...
Insomma, a ben vedere, ci sono un sacco di problemi. Anche il povero Di Pietro, che con tempismo eccezionale aveva proclamato venerdì di aver trovato una nuova cordata per Alitalia (poi sabato si è risolto tutto...) ha i suoi guai. Sta infatti collezionando citazioni in giudizio da vari personaggi politici, un po' seccati perché il Di Pietro pare abbia un vizio incurabile.
E ANCHE DI PIETRO NON MOLLA (I SOLDI)
Fonda un'associazione tra la sua Italia dei Valori e un altro gruppo, gruppetto, partitino, o che diavolo sia. Poi va a fare una qualche competizione elettorale (in Italia, tra politiche, amministrative, europee, se ne trova sempre qualcuna in giro) e alla fine si intasca solo lui il rimborso elettorale, facendo marameo agli ormai ex compagni di competizione. Se non altro si sta chiarendo a quali “valori” si riferisca nel nome del suo partito. Però qualcuno si è seccato della faccenda, e l'ultimo in ordine di tempo è Giuseppe Pierino, già parlamentare del PCI, che aveva partecipato in società con Di Pietro e con un altro gruppo, alle regionali calabresi del 2005. Poi, il rimborso elettorale di euro 85.000, da dividersi in tre, è rimasto ostinatamente appiccicato ai polpastrelli dell'ex PM. Il buon Pierino va a far compagnia a Elio Veltri e Achille Occhetto, che già hanno denunciato consimili fregature. Di questo passo si potrebbe costituire un nuovo partito, i FdDP (Fregati da Di Pietro). Pare che per ora la linea di difesa di Di Pietro sia stata astutissima. Il volpone ha fatto notare che tutte le richieste che gli sono arrivate dai vari ex compagni di competizione erano per lui assolutamente incomprensibili: infatti erano scritte in italiano!
MA LA MAGISTRATURA VIGILA !!!
È difficile dire come finirà, ma noi crediamo che il Di Pietro stia rischiando grosso. Infatti la magistratura italiana, tante volte accusata di lassismo, sta dimostrando invece una tempra e un rigore che rasentano la ferocia. Né è prova la terribile vicenda giudiziaria che vede coinvolto il signor Danilo Durevole. Chi è costui? È uno dei due incriminati (su circa trenta fermati dalla Polizia) per le piccole ragazzate commesse tra Napoli e Roma, in occasione della trasferta di tifosi partenopei nella capitale. Roba da sbarbati, in fondo. Solo un po' di devastazione ferroviaria, un treno semidemolito (solo 500.000 euro di danni) dopo aver buttato fuori a calcioni trecento passeggeri, e poi una ventina di autobus distrutti. Cosa volete che sia? Chi da giovane non è un po' euforico? Ebbene, su questo povero ragazzo la Giustizia si è accanita con pene feroci: quattro mesi e dieci giorni di reclusione (ovviamente sospesi con la condizionale) e ottocento euro di multa. Di questo passo è prossima la riapertura dei foschi bagni penali alla Cayenna e il ripristino dell'impiccagione con squartamento. Non solo: pare che il giudice, dopo aver inflitto questa pena disumana, abbia anche guardato negli occhi il Durevole e gli abbia detto: “Lei è stato cattivo”!