lunedì 13 aprile 2009

IL GIRO DELLA SETTIMANA - 6 -12 APRILE 2009

GRANDI NOVITA' DAI PAESI BASSI (MA PROPRIO BASSI...) E DA FIRENZE

Settimana densa di avvenimenti. Qui in Italia tutto bene e meglio ancora in Olanda, dove il Ministro della Difesa, Jack De Vries, ha dato il permesso ai militari di partecipare in uniforme al gay pride. Non è stato chiarito se i militari, quando vestono l’uniforme, possano e meno portare le calze a rete e la borsetta, ma questi sono dettagli. Si ha notizia che in Olanda i reparti composti da gay vengono addestrati soprattutto all'inseguimento del nemico in fuga, attività nella quale pare che eccellano e per la quale continuano a offrirsi come volontari. Comunque fa piacere vedere che ci sono politici che si preoccupano delle reali problematiche della vita, e non fanno come certi loro colleghi perditempo, che magari stanno a baloccarsi con la crisi economica mondiale, o con l’emergenza terremoto. Pensiamo che a questo punto il ministro della Difesa olandese meriti la cittadinanza onoraria di Firenze, città che è governata da altri politici che hanno vivo senso pratico, lungimiranza e capacità di scelta. Infatti il consiglio comunale del capoluogo toscano, dopo aver conferito la cittadinanza onoraria a un tale che ha fatto fuori la figlia, ha anche posto fine a una situazione incresciosa che angosciava tutta la popolazione fiorentina, con gravi danni, tipo insonnia e disturbi psicosomatici. Con decisione storica, e sfidando il fascismo rigurgitante e l’autoritarismo strisciante, al canto di “Bella ciao” e avvolto in uno striscione dell’ANPI, il sindaco di Firenze ha ritirato la cittadinanza onoraria che era stata conferita a Mussolini il 19 giugno del 1923. Ecco un amministratore che non potrà mai essere accusato di perdere il suo tempo in inutili idiozie! La notizia del ritiro della cittadinanza all’esecrato Duce ha mandato in visibilio i fiorentini, che hanno subito manifestato sotto le finestre del sindaco. Fonti ben informate ci dicono che circa diciotto partigiani, sfuggiti al controllo degli infermieri dell’ospizio, hanno inneggiato a lungo ai valori della Resistenza. Il sindaco, commosso, ha promesso dentiere e pannoloni gratis a tutti. È stata una cerimonia breve ma di grande impegno antifascista, che si è svolta proprio di fronte al nuovo Palazzo del Comune di Firenze, di cui potete ammirare una bella fotografia.

GUAI A SINISTRA E CASINI (INTESO COME PIER FERDINANDO) AL CENTRO

Ma se tutto va per il meglio in Olanda e a Firenze, purtroppo dobbiamo registrare preoccupazioni e guai per due dei nostri migliori politici, il Dario, segretario del coso, del PD, e il Pier Ferdinando, segretario di un partito (almeno, così dice lui) che alle ultime politiche ha raggiunto ben il 5,6% dei voti, confermandosi come il due di coppe del Parlamento. E cominciamo quindi da quest’ultimo. Il Pier Ferdinando è un po’ preoccupato perché più o meno nessuno si accorge del fatto che esiste anche lui, e quindi ha avuto un’idea strepitosa: “Entro fine anno faccio un nuovo partito che non si chiamerà più UDC, bensì Partito della Nazione”. Ora, dato che il Pier Ferdinando ha qualche problemino, ma non è mica tutto scemo, non può certo pensare di ricostituire la vecchia Democrazia Cristiana e quindi, si domandano alcuni, a che cavolo serve un nuovo partito? “Eh, eh, risponde lui sornione, vedrete, vedrete…”. Fonti solitamente ben informate dicono che il Pier sia stato però visto ultimamente passeggiare solitario lungo greti di torrenti e attraverso selve, borbottando tra sé e sé: “Già, a che serve un nuovo partito, se quello che già ho non serve praticamente a nulla?”.
Intanto però bisogna pur fare le liste per le imminenti elezioni europee, e qui il Pier Ferdinando ha un’idea geniale. “Largo ai giovani, svecchiamo la politica!”, questo è il suo motto. E poiché la Paola Binetti, che fa la cattolica nel PD non ha ancora ben deciso dove stare (ipotizzando anche di fondare un altro partito…), ecco il candidato che rappresenta il volto nuovo della politica: Ciriaco De Mita, che ha solo ottantuno anni, (di cui quarantacinque passati in Parlamento)! L’unico rischio è quello di creare ulteriore frazionamento tra i politici cattolici. Se infatti già abbiamo, oltre ai “cattolici adulti”, i TeoCon, e i TeoDem, ora col ritorno trionfale di De Mita come candidato UDC avremo anche i TeoGer (dove “ger” sta per geriatrico). Non va però sottovalutata la figura di De Mita, perché potrebbe essere l’uomo in grado di aprire un dialogo con Di Pietro. Infatti entrambi non parlano italiano, il primo esprimendosi in idioma nuschese con annessi aggrovigliamenti di frasi, e il secondo emettendo i suoi fonemi in un idioma sconosciuto, ma col risultato garantito del massacro sintattico.
Queste loro forme di espressione, misteriose e per lo più indecifrabili, come certi antichi linguaggi degli sciamani, potrebbero essere un punto di incontro. Staremo a vedere, e intanto facciamo al Pier i nostri migliori auguri, mentre abbiamo il piacere di pubblicare una sua foto, colto in un momento di particolare riflessione. E abbiamo anche una novità assoluta: l’opera omnia del De Mita (scritti, discorsi ecc) è ora disponibile in DVD, del quale siamo in grado di anticiparvi la copertina.

È angustiato, dicevamo, anche il Dario, perché per dimostrare che il coso, il PD, esiste, bisogna che anche lui presenti dei candidati alle elezioni europee. Ora il Dario, dopo aver annunciato al mondo che “il ciclo di Berlusconi è finito” ha avuto un momento di sbandamento quando alcuni (probabilmente provocatori prezzolati dal perfido Cavaliere) gli hanno chiesto: “Perché?”. Questa domanda non era stata prevista dal suo staff di consiglieri, e il Dario è andato allora a rinchiudersi nel suo ufficio, ufficialmente per compilare le liste dei candidati. E qui è iniziata (o meglio, è proseguita) la sventura. Già, perché l’idea di candidarsi per il coso, il PD, sembra non piacere quasi a nessuno, anche perché nessuno dei politici “navigati” vuole trovarsi nel mezzo di quello che si prevede come un naufragio. Pare che a premere per una candidatura alle europee fosse un certo Bassolino, che inizia vagamente a capire che restare lì dov’è ora è sempre più pericoloso. Ma anche il Dario, dopo una flebo di fosforo, è riuscito a capire che candidare un Bassolino sarebbe stato troppo anche per il coso, il PD. Come somministrare eccitanti a un cardiopatico grave. E così per ora anche nel coso, nel PD, si parla di “volti nuovi”. I primi risultati sono eccitanti. Il coso, il PD, dovrebbe candidare Soru, il demolitore della Sardegna, e Cofferati, demolitore a più ampio raggio, visto che in passato è stato sia sindacalista, sia politico. Altri volti nuovi: Silvia Costa (era “nuova” nel 1982, candidata nella DC, ma questi sono dettagli) o Goffredo Bettini, sorta di prezzemolo della sinistra, segretario della federazione romana del PCI nel 1987. Ad aggiungere dolori al Walter, ecco che si risveglia dal letargo Enrico Letta, già vice presidente del Consiglio con Prodi e prevede una solenne trombatura per il coso, il PD e invita a costituire un nuovo Centro-sinistra. E medita anche lui sul fatto che sì, forse si potrebbe costituire un nuovo partito di sinistra moderata, con convergenze al centro e senza sbandamenti a destra, che si incontrasse con una sinistra che non ha pregiudiziali contro una convergenza con il centro. Ci avete capito qualcosa? Io no.

LA CRISI GENERA NUOVI POVERI (BEH, INSOMMA...)

Però, direte voi, tutti questi problemi colpiscono personaggi che, in fondo, hanno almeno risolto, con i loro vari emolumenti da parlamentari, consiglieri regionali eccetera, un problema fondamentale, vale a dire quello della sopravvivenza. In effetti, questo aspetto è da considerare, tanto più che si ha notizia di tagli astronomici agli emolumenti di altri personaggi. Ci riferiamo ai cosiddetti “top – manager” delle banche, che notoriamente stanno risentendo in prima persona della crisi finanziaria ed economica che travaglia mezzo mondo. Pensate: personaggi come Antonio Vigni (direttore generale del Monte Paschi) si è visto ridurre dal 2007 al 2008 gli emolumenti del 60%. Per lo stesso periodo Corrado Passera (amministratore delegato di BancaIntesa) e Alessandro Profumo (omologo per Unicredit) hanno subito un taglio del 50%. Che succederebbe nelle vostre case se doveste annunciare simili riduzioni al vostro stipendio? Ah, dimenticavo, essendo tutto relativo, i sullodati (che non sono che un esempio tratto un elenco di ventuno top manager, di cui il più povero ha incassato per il 2008 solo 892.000 euro), hanno incassato nello scorso anno, dopo i tagli suddetti, rispettivamente euro 1.420.000, 3.060.000 e 3.480.000.
Il che ci fa seriamente pensare che ci sia qualcosa di vero nell’adagio popolare che dice “piove sempre sul bagnato…”

A tutti una buona nuova settimana

1 commento:

MP ha detto...

Interessante, come sempre. Ci vediamo il 7 maggio alla presentazione del libro di Piero Vassallo. Ciao Miriam