giovedì 5 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO - ECCO UN UOMO PERICOLOSO E MENTITORE


Guardate bene quest'uomo. Non solo è pericoloso, avendo l'idea fissa di uccidere la figlia, ma è anche mentitore. Ecco una testimonianza riportata sul quotidiano on line "il sussidiario" (4-2-2009), da cui si evince che le presunte "volontà" di Eluana non ci sono mai state.

http://www.ilsussidiario.net/news.aspx

19.00 Cronaca ELUANA/ Crisafulli: Beppino Englaro mente. Lei non voleva morire

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pietro Crisafulli, il fratello di Salvatore che si è svegliato dopo due anni in stato vegetativo, contenente importanti rivelazioni sul conto del padre di Eluana


ELUANA/ Crisafulli: Beppino Englaro mente. Lei non voleva morire
Redazione

mercoledì 4 febbraio 2009


In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.


Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”. Da quel giorno siamo rimasti in contatto e amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente.


Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.


All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.

 

Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti.

 

Entrò anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione era farla morire e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.


In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.


Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta.


Questa è pura verità. Tutta la verità. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.


E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no.

 

Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito www.salvatorecrisafulli.it

Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo.


Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi.

Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.

 

(Pietro Crisafulli)





 

4 commenti:

Kaishe ha detto...

Buona sera, signor Deotto...
Ho letto questa intervista e l'ho ascoltata, insieme alla testimonianza delle suore che a Lecco si occupavano di Eluana...
Sono inorridita.
Osservavo nel blog di Anna Vercors che legalmente il padre è "curatore" della figlia... chissa se ha riflettuto sul termine curatore?
Una saluto a lei nel modo fiulano: Mandi!Kais

Paolo Deotto ha detto...

E ha notato la fretta con cui i cosiddetti medici vogliono iniziare la tortura di Eluana prima di farla morire? Se il Governo riuscirà a bloccare tutto con decreto legge, resteranno privi della loro vittima, e non potranno saziare la loro sete di morte. Ma chi se non il demonio può ispirare questa mandria di bestie?

La voce dal vicolo ha detto...

Secondo me, al padre di Eluana è stato dato per molto tempo un rispetto che non meritava. La sua ostinazione nel procurare la morte alla figlia (e da subito dopo l'incidente, non dopo anni e anni di agonia) si può definire solo monomaniacale. Se me lo trovassi di fronte, non so se penserei a lui come a un essere umano o a un alieno.

Lui, e tutti quelli che lo stanno spalleggiando, ha delle responsabilità gravissime. Non solo l'omicidio della figlia, ma anche le future soppressioni di pazienti, anche quelli che vorranno vivere, considerati da ora in poi solo un costo e un peso per la società.

Mi dispiace, ma non me la santo né di comprenderlo né tantomeno di perdonarlo.

Paolo Deotto ha detto...

Ostinazione monomaniacale: è perfettamente vero. Ma è ciò a cui porta quella malattia che si chiama "ideologia". Non a caso apprendiamo che il "Beppino" è amico dei radicali, da sempre portatori di morte. Questi terribili eventi rischiano davvero di portarci verso un nuovo nazismo, in cui i deboli, i malati, tutti coloro che non possono essere "utili" potranno essere sopressi. Quando alla moralità si sostituisce la "legalità" tutto diventa possibile. E nella triste vicenda una grande parte di responsabilità ricade anche su una magistratura, che ormai vive nell'autocontemplazione della propria infallibità.

Quanto al comprendere o perdonare un tale genitore... lasciamo perdere. Possiamo solo chiedere al Signore di darcene la forza, perchè umanamente non ha nulla di perdonabile