giovedì 5 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO - UNO SPIRAGLIO DI SPERANZA, MA LE BELVE NON VOGLIONO MOLLARE

Il boia ha fretta, teme che gli sottraggano la vittima, e quindi vuole iniziare già da domani la riduzione dell'alimentazione e dell'idratazione. Ho detto "boia", perchè un medico, un medico vero, lotta fino all'ultimo per la VITA del malato, non si pavoneggia nell'ammazzarlo.
I legali (chiamiamoli così...) danno i numeri del lotto, dicendo che un decreto legge potrebbe essere "incostituzionale". Ma questi signori dove si hanno laureati? Al CEPU con Di Pietro?
"papà" beppino dice che non ne può più, lui la figlia la vuole ammazzare da tanti anni e proprio adesso che sembrava tutto fatto, rischia di vedere vanificata la sua paterna sollecitudine.

Siamo tra lo schifo e la demenza. Speriamo solo che i "dubbi" del Presidente Napolitano siano solo le chiacchiere dei giornalisti, schierati in gran parte con gli adoratori della morte. Napolitano da fiducia, non perchè "super partes" (queste sono balle, come fa ad esserlo dopo una vita nel PCI?), ma perchè si è sempre mostrato un galantuomo.

Preghiamo il Signore che il Governo possa muoversi, subito e nel migliore dei modi. Uno dei dementi legali della famiglia ha già messo le manine avanti: "se ci sarà un decreto, allora dovremo abbandonare tutto".
Prudente, il leguleio. E fa bene, tanto le sue ricche parcelle le avrà già riscosse; che gliene frega della vita o della morte di una persona?

Preghiamo, preghiamo, preghiamo. La bestia rischia di essere privata della sua vittima, e quindi diverrà vieppiù rabbiosa e feroce. Speriamo che da parte delle autorità, che hanno il DOVERE di tutelare la vita, non prevalga la paura della bestia.

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